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BIOTIPOLOGIA E VALUTAZIONE ANTROPOLOGICA
Autore: Stefano Morini
Data: Maggio 2007

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Ma la miglior interpreazione dei biotipi, secondo me e secondo molti autorevoli addetti ai lavori, è l'interpretazione di Sheldon che ne individua essenzialmente tre con una scala di valore da attribuire. Sheldon individua:
- ectomorfo: essenzialmente longilineo, gracile, scarso svilppo osseo e muscolare e a livello psicologico può essere inquadrato come un cerebrotonico;
- mesomorfo: massiccia impalcatura osseo-muscolare, tronco robusto, spalle larghe, arti ipertornici e proporzionati, a livello pscologico si considera come un somatotonico;
- endomorfo: biotipo rotondo e flaccido, altezza e larghezza corporea che spesso si avvicinano, addome prevale su torace, arti corti, psicologicamente è un viscerotonico.

Ovviamente sarebbe quasi impossibile inquadrare un determinato fisico in una sola di queste tre categorie, per questo è stata inventata la scala di valore: ad esempio Dorian Yates, famoso culturista degli anni '90, potrebbe essere un 3 7 2 dove 3=componente grassa, 7=componente muscolare e 2=componente nervosa; Shawn Ray invece, altro famoso culturista ma con un fisico più asciutto e piccolo, potrebbe invece essere inquadrato come 2=grasso, 6=muscoli e 3=nervi. Grazie a questa scala si riesce ad inquadrare meglio un biotipo e trattarlo nel tempo con vari metodi allenanti.

NB: la determinazione del proprio biotipo deve avvenire tramite diverse misurazioni effettuate da personale esperto.

Ripeto ancora una volta che la determinazione biomorfologica è essenziale per assegnare il lavoro in palestra, l'alimentazione più adatta e l'integrazione più efficente. Vorrei spendere due parole sul lavoro in palestra che i vari biotipi dovrebbero fare, dato che se ne sentono dire ancora oggi di tutti i colori. Premettendo che un soggetto andrà valutato più volte nel tempo per determinare se la scala di appartenenza è variata, l'allenamento dovra avere i seguenti requisiti medi:

ECTO-MESOMORFI CON VALORI DI ECTOMORFIA > 2,5:
- rapporto esercizi poliarticolari/monoarticolari 5/0, col tempo (anni) possono arrivare a 2/1;
- molti pasti durante la giornata, più carbo che proteine;
- recuperi piuttosto ricchi sopratutto all'inizio;
- tecniche di rilassamento o stretching.

MESOMORFO CON VALRI ECTOMORFIA < 2,5:
- rapporto esercizi poliarticolari/monoarticolari 4/1 e velocemente a un 2/1, un atleta agonista anche un 1/1;
- volume medio in rapida ascesa nel tempo;
- recuperi più brevi sopratutto nel tempo;
- più proteine e meno carbo.

ENDO-MESOMORFI:
- rapporto esercizi poliarticolari/monoarticolari 2/1 all'inizio fino a 1/2 in seguito;
- almeno il 40% degli esercizi deve essere di carattere aerobico;
- dieta ipolipidica, ipoglucidica, iperproteica;
- recuperi non molto alti.

Concludendo questo articolo vorrei rammentare ancora una volta che queste valutazioni accompagnate ad altre di varia natura, sono fondamentali per l'ottimizazzione dell'iscritto di una palestra o di un cliente di un personal trainer. Trascurare tutto questo significa spendere denaro e tempo inutilmente e dovrebbe crearvi qualche dubbio sul grado di preparazione del vostro allenatore.

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