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BIOTIPOLOGIA E VALUTAZIONE ANTROPOLOGICA
Autore: Stefano Morini
Data: Maggio 2007

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Ogni giorno molte persone si iscrivono ad una palestra fiduciose e allo stesso tempo ignare e inconsapevoli delle scienze che governeranno le loro future prestazioni e risultati, si affidano a istruttori o in alcuni casi al "guru" di turno e gli mettono in mano la gestione del loro corpo nella speranza che questi lo trasformi o comunque li faccia avvicinare al fisico che hanno in mente.

Purtroppo per loro la stragrande maggioranza di questi non raggiungeranno mai i risultati che avevano in mente e si dovranno accontentare di altri risultati ben più mediocri. Ecco perchè moltissime persone si affidano a farmaci (steroidi e anoresizzanti) per velocizzare o per raggiungere il loro obiettivo e sostengono che naturalmente è impossibile avere risultati.

In realtà esiste un percorso (difficile e lungo) ma che è in grado di portare l'indviduo al massimo del risultato da lui naturalmente perseguibile. La scienza della biotipologia e antropologia costituzionale può realmente ottimizzare un processo di miglioramento continuo che passa nelle varie fasi attraverso valutazioni iniziali, plicometrie, monitoraggi e stime metaboliche.

Le varie scuole costituzionalistiche

Molte sono le scuole che hanno trattato questo argomento complesso e vario, alcune dal punto di vista del temperamento e altre dal punto di visto fisico e costituzionalistico, altre ancora partendo dalle secrezioni edogene delle ghiandole e dall'alimentazione. Iniziamo questa carrellata sintetizzata (elencarle tutte sarebbe impossible), delle vaie scuole e pensieri in Europa e nel mondo:

La scuola francese, con i professori Bichat prima e Jean Noel Halle poi, descrisse i temperamenti in: vascolare, muscolare, nervoso e in seguito arricchirono il concetto con l'inserimento del tipo bilioso, sanguigno e pitutitoso.

Più avanti, nel 1908 per la precisione, il morfologo francese Sigaud distinse i seguenti individui:
- respiratorio: caratterizzato dalla realtiva larghezza del tronco e della zona naso-malare;
- digestivo: caratterizzato dalla prominenza della zona addominale, bocca grande, labbra grosse, mandibole prominenti;
- muscolare: si caratterizza per lunghezza degli arti, tronco rettangolare, grosse masse muscolari e teste piccole;
- cerebrale: hanno essenzialmente un tronco esile, ossatura sottile, arti gracili, corpo piccolo e testa grossa.

Ci furono molte altre teorie come ad esempio quella del professore tedeso di anatomia Barke che divideva semplicemente in due biotipi l'essere umano dopo l'effettuazione di diverse ricerche antropometriche viscerali su cadeveri. Queste erano:
- tipo umano gracile ccon organi ipoplastici;
- tipo umano largo ipersviluppato con organi voluminosi.

Teodoro Burgsch, altro tedesco, sosteneva invece che il corpo umano doveva essere inquadrato in base a fattori detti "Indici di proporzionalità" come ad esempio:
- peso corporeo;
- statura;
- larghezza del bacino;
- lunghezza dell'arto superiore e inferiore;
- rapporto tra perimetro toracico e statura.

Ernesto Kretsschemer, un psichiatra, affrontò invece il complesso rapporto tra il carattere psichico e l'habitus corporeo, suddivise i fisici in:
- atenico: sottile o esile;
- atletico: muscolare e proporzionato;
- picnico: denso, fitto, grasso;
- displastico: tipo raro, accessorio, abnorme.

Nel Nord America invece il dottor Bryant individua essenzalmente due tipi:
- tipo erbivoro: caratterizzato da una bassa attivita' tiroidea durante la crescita;
- tipo carnivoro: caratterizzato invece da una iperfunzione della tiroide che ne accresce di più i profili longitudinali.

In Russia invece Saltikov e Ignatov individuano, dopo diverse rilevazioni delle misure interne ed esterne del corpo, quattro biotipi che sono:
- Stenoplastico: (toracico);
- Euriplastico: (brevilineo addominale);
- Mesoplastico: (muscolare);
- Subplastico: (tipo non comune e non ben definito).

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