ALLA DEFINITIVA RICERCA DEL MASSIMO SVILUPPO FISICO SENZA STEROIDI

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“ALLA DEFINITIVA  RICERCA DEL MASSIMO SVILUPPO FISICO SENZA STEROIDI”

ECCO PERCHE’ I  METODI CLASSICI NON FUNZIONANO

(A CURA DEL DR.STEFANO MORINI – RESPONSABILE TECNICO E DOCENTE SPORT SCIENCE LAB )

Sviluppo muscolare
Sviluppo muscolare

Allora perché rispolverare nuovamente questi titoloni un po’ “vintage” o “retrò”  quando sono passati ormai decenni. Semplice,  il dibattito dell’utenza media e dei “tecnici” da palestra è ancora spesso fossilizzato o cristallizzato che dir si voglia,  su questi argomenti,  dove  chi finisce di parlare ne sa ancora meno di chi ha  iniziato, e dove  il solito super “guru” pronto per una di quelle trasmissioni in voga dove ci si corteggia,  conclude con la “perla di saggezza”  del giorno che a dir la verità assomiglia più al teorema del deficiente dell’anno.Sembra un titolone di quelli che apparivano nelle più famose riviste di culturismo negl’anni novanta, che facevano parte di quegli eterni dibattiti sul metodo Mentzer e quello del francese S.Nubret.

Questo articolo vuole fare una velocissima carrellata di concetti e punti che meriterebbero un taglio più scientifico, ma che in questo articolo hanno il solo scopo di consapevolizzare un po’ più di sulle metodologie allenanti per il neofita culturista,  o comunque per tutte quelle persone ]
che dall’allenamento  con i pesi vogliono  il massimo sviluppo corporeo in termini ipertrofici, utilizzando esclusivamente approcci naturali.

Dato che ho scelto di fare questo lavoro e lo faccio ormai da più di  vent’anni, mi trovo spesso a dovermi trovare di fronte a molto marcio,  o a dei “modus operandi” che non condivido affatto, ma questo non mi abbatte, anzi cerco sempre, se possibile, di dare il mio contributo su molti temi piuttosto sensibili e che spesso, come in questo caso, creano un sacco di confusione, soprattutto in quelli un po’ meno preparati.

I METODI CLASSICI DEL CULTURISTA TIPO NON FUNZIONANO…O ALMENO NON DEL TUTTO

Titolo che racchiude una grande verità, i metodi classici non funzionano soprattutto se abbiamo davanti soggetti neofiti o intermedi del tutto naturali, ma…naturali sul serio!!.

Chiaro che non tutto va buttato, possiamo e dobbiamo prendere il meglio do ogni cosa per poter poi unire tesi ed antitesi e ottenere così una sintesi migliorativa, questa è una legge filosofica che fin dall’ottocento aleggiava tra le menti più brillanti di quel secolo, e che ha dato vita a delle correnti politiche ed economiche che i più neppure immaginano. Questo è quello che  ho in mente da ormai oltre un decennio. Ora immaginate una bilancia con due piatti, dove su un piatto mettiamo i metodi classici, o quelli più utilizzate dal “palestrato” medio, ossia:  Pompaggio,  tensione costante,  movimenti incompleti,  tecnica assente, zero scienza dell’allenamento,  integratori chi più ne ha più ne metta, incubi notturni dove il cortisolo sembra un grosso drago che si ciba della muscolatura, siti di “steroids-suppliers” nella lista dei preferiti, mentre dall’altra parte mettete argomenti come: Biochimica dell’esercizio fisico, fisiologia umana e dello sport, chimica degli integratori e dei nutrienti, fondamenti di endocrinologia applicate allo sport, scienza dell’allenamento e della periodizzazione,  biomeccanica applicata allo sport, corrette tecniche di esecuzione  degli  esercizi fondamentali , etica dello sport e rispetto della propria salute ecc. ecc…..bene, ora copritevi il volto perché la bilancia che si stà per ribaltare  potrebbe colpirvi.

Scherzi a parte vediamo di essere un po’ più seri  e spiegare in modo conciso e sereno alcuni principi fondamentali che puntualmente vengono vessati o ignorati dai più:

Punto 1:

Se si e’ un allenatore serio e preparato, e si ha davanti un aspirante atleta natural o un atleta che si allenai da pochi anni,  allora ci troviamo di fronte ad un compito fondamentale, ossia costruire le basi,  condizionarlo  e  svilupparlo in modo che possa indirizzarsi via via verso un auspicabile   sviluppo fisico massimo. In tutti gli sport o le attività fisiche che si rispettano, si debbono allenare tutte le capacità condizionali per poi convogliare l’aspirante atleta o il novizio che sia, verso lo studio del gesto atletico dello sport in questione, e dato che nel body building non c’è uno schema di riferimento fisso, allora si dovrebbe studiare in modo maniacale tutte le tecniche che si utilizzano per creare muscolazione, con un enfasi particolareggiata per tutti quei esercizi più complessi che coinvolgono grandi catene cinematiche e che potenzialmente potrebbero contribuire ad ottenere un notevole sviluppo generale.  A questo punto mi sorge spontanea una provocazione: “per i primi anni di allenamento ci si potrebbe allenare solo con i fondamentali e avere un fisico nettamente superiore della media degli iscritti in palestra”, sempre se , e questa è un ovvietà per me, ci siano le condizioni di salute idonee per farlo.

Punto 2:

La grande “mission” di questo articolo?.. far in modo che da domani tutti stracciate  l’abbonamento in palestra perchè nessuno  vi ha detto la verità!!….stò scherzando,…..mica tanto in fondo,  tuttavia  mettere un semino di criticità nelle testoline dell’utente medio già non sarebbe male (nei seminari Sport Science Lab facciamo anche questo). La strada giusta verso un’idea di atleta da “pesi” più completo, è un idea che rincorro ormai da moltissimi anni. Mi sono approcciato al mondo del body building grazie al grande Arnold che col suo fisico impressionante faceva incrementare gli abbonamenti in palestra dopo ogni suo film, (credo che per anni e anni ce l’hanno proposto in tutte le salse perchè spinti dalle lobby delle palestra….scherzo!!). Tuttavia mi sono bastati pochi anni per rendermi conto che il body building così come lo conosciamo porta a poco  di buono, si diventa schiavi del retaggio sub-culturale che si porta dietro, compreso il prendere in considerazione la “chimica” (non tutti ovviamente sono così ma una buona fetta ahimè lo è), anche perchè è quasi impossibile fare dei drastici cambiamenti se non si è un portento della natura,  inoltre difficilmente si migliorano qualità atletiche,  che invece il piu’ delle volte peggiorano se ci si allena al body building classico.  Tutto questo mi fece capire che qualcosa alla base era sbagliato, così cominciai a studiare fitto e a fare ricerca, ma ricerca seria.

Punto 3:

“COMPARAZIONE METODI CLASSICI CON I METODI CHE DOVREBBERO INVECE ESSERE APPLICATI”

Il metodo, o meglio le tracce che Vi propongo in questo articolo non si trovano in rete o nelle riviste, o meglio qualcosa potrebbe anche essere “trovato” ma spesso in modo fasullo e senza chiavi di lettura, quindi non inventatevi ricercatori della domenica pomeriggio o cosidetti topi da blog.

Scherzi a parte, andiamo a vedere in una sorta di schemino peraltro credo abbastanza sintetico,  quali dovrebbero essere i punti cardine per impostare una idea di pianificazione per un aspirante atleta che cerca il massimo sviluppo che non necessariamente deve gareggiare in futuro, e l’insieme degli step che invece vengono spessissimo  proposti seguendo i “dettami” classici del body building:

ALCUNI ELEMENTI CARDINE PER SVILUPPO SERIO E SCIENTIFICO PROPOSTE DAL DR. STEFANO MORINIALCUNI ELEMENTI PROPOSTI DALLE PALESTRA IN STILE BODY BUILDING CLASSICOCRITICHE E GIUDIZI
STEP 1:

ALLENAMENTO E SVILUPPO CAPACITA’ PROPEDEUTICHE (COORDINATIVE E CONDIZIONALI)

PER LO PIU’ PROPOSTA D’UTILIZZO DI MACCHINARI O PEGGIO DI ESERCIZI LIBERI SENZA COORDINAZIONE E CONTROLLO, TECNICA ASSENTE,

SOMMINISTRAZIONE MEDIA DEL

“3 X 10”, O  A VOLTE DEL “POMPAGGIO”

“Chi parte bene è gia a metà dell’opera” dice un saggio proverbio popolare.

Un aspirante atleta natural  dovrebbe dapprima essere valutato e poi indirizzato verso lo sviluppo delle capacità coordinative e condizionali, questo lo “indirizzerebbe” verso un miglioramento sistemico e lo renderebbe più preparato  per affrontare i passi successivi e per l’apprendimento delle corrette tecniche di esecuzione che verranno.  Il 3 x 10 dato così a casaccio non serve  a molto o quasi, un pò più  grossolanamente azzeccata l’idea del 3 x 15 giusto per farlo muovere un poco, creare “capillarizzazione”, e sostanze lubrificanti a livello articolare anche se ultimamente alcune ricerche sembrano smentirlo (VEDI ARTICOLO SPARC su www.personaltrainer-online.it)

Tanto meno è indicata la ricerca ossessiva del pompaggio portato a  sfinimento, confuso tra l’altro con la crescita muscolare. Il soggetto in questione risulta invece mediamente scoordinato, impacciato, non è sensibile agli stimoli e la sua soglia di attivazione neuromuscolare è altissima, ossia non sente e non imparerà mai a “percepire” il carico se non assuefatto dall’eccessiva perfusione muscolare, senza parlare della sua capacità di propriocezione. In pratica si assiste solo ad un bagno di lattato con iper-produzione di ossidanti di membrana, probabilità di infortuni, rigidità, crampi, dolori muscolari troppo eccessivi ecc. (VEDI ARTICOLO SUI DOMS – www.personaltrainer-online.it). Il soggetto risulta inoltre del tutto de-allenato dal punto di vista delle capacità coordinative quindi non si pongono affatto le basi per il suo sviluppo senso-motorio corretto.

STEP 2:

PROSEGUIRE CON UN APPROCIO METODOLOGICO E CON LO STUDIO DELLA TECNICA DEGLI ESERCIZI FONDAMENTALI, BIOMECCANICA E FISIOLOGIA DEVONO ANDARE DI PARI PASSO SEGUENDO UNO SCHEMA PROGRESSIVO E DI FONDAMENTI DI PERIODIZZAZIONE.

AVANZAMENTO, DAL 3 X 10 SI PASSA AL 4 O 5 X 10,  PERCHE’ SI DICE CHE 10 RIPETIZIONI FANNO MASSA, 6 FORZA, 15 RESISTENZA.Di errore in errore, non è assolutamente vero che dieci ripetizioni fanno massa, sei forza, quindici resistenza. Bugie o mezze verità da ignoranti, o da “fitness commercial-dozzinale” che come unico scopo ha la vendita dell’abbonamento o la redazione delle statistiche commerciali. Le caratteristiche muscolari, e nervose di un soggetto “X” sono completamente diverse da un altro soggetto “Y”.

Ho fatto fare forza con serie da 12 come riesco a “pompare” un muscolo con  2 ripetizioni!!..

Il muscolo può crescere anche con 1 sola ripetizione, non ci credete?..peggio per voi dato che è la verità assoluta. Inoltre tutto dipende dalla fisiologia del sistema muscolare e da quello nervoso, che hanno delle modalità di attivazione molto complesse e non ancora del tutto chiarite, ma di sicuro questo ci rende individui magnificamente unici. Quello che è certo è che dobbiamo puntare  sempre al massimo reclutamento neuro muscolare, chiave di successo per massimizzare tutti i risultati a livello muscolare (LEGGERE ARTICOLO “RECLUTAMENTO NEUROMUSCOLARE ED IPERTROFIA – www.personaltrainer-online.it).

La strada corretta a questo punto sarebbe quella di iniziare a studiare le tecniche fondamentali degli esercizi base e iniziare a fare tanto volume con poco carico, ma  sempre in un ottica di progressione degli altri parametri dell’allenamento.

CERCARE DI ABBASSARE LA SOGLIA NEUROMUSOLARE PER CREARE LE BASI DI MASSIMA EFFICIENZA DAL PUNTO DI VISTA NEUROMUSCOLARE.

UN’OCCHIO ALLA VELOCITA’ SOTTO CONTROLLO.

ANALIZZARE LE ABITUDINI ALIMENTARI PER LA CREAZIONE DI UNA ALIMENTAZIONE SANA ED EQUILIBRATA, NONCHE’ FUNZIONALE ALLAPRATICA SPORTIVA.

INSERIMENTO PER “CRESCERE” DI TECNICHE COSIDETTE DI INTENSITA’: SUPERSET, TRISET, , GIANT SET, SUPERSLOW SET , REST PAUSE , SUPER BIS-SYSTEM, FAI DA TE SOLUTIONS, ECC.

QUALCHE INTEGRATORE VIENE PROPOSTO, MENTRE ALTRI PSEUDO-ALLENATORI “CONSIGLIANO” FINO A QUATTRO  FRULLATI AL GIORNO DI PROTEINE.

A VOLTE DEGLI ISTRUTTORI LIEVEMENTE PIU’ EVOLUTI PROPONGONO DEI PIANI ALIMENTARI.

Alcune delle tecniche che ho citato di fianco non sono male, se si riesce a personalizzarle e a contestualizzarle,  io per primo le utilizzo di volta in volta, ma in modalità diverse a seconda dell’anno e a seconda delle caratteristiche ed obbiettivi del cliente che ho di fronte.

C’è da ricordare che tutte le tecniche vanno inserite con criterio e sotto programmazione e non a casaccio come invece vengono proposte sub-normalmente.

A questo punto l’utente medio viene sottoposto a delle torture “lattacide” di ogni tipo. Continua a scarseggiare una tecnica corretta,  mentre  alcuni soggetti, per esasperazione sia ben chiaro, potrebbero migliorare, seppur lievemente, delle  capacità coordinative anche se  in modo non completo e d ottimale.

La soglia di attivazione neuromuscolare non si abbassa, e si “insegna” sempre più all’organismo a diventare  resistenti dal punto di vista anaerobico lattacido e “lenti” a livello neurale, ma mai a lavorare completamente e bene sulle fibre bianche se non a volte solo sul  finire delle serie per effetto della legge di Henneman e con carichi comunque adeguati!!…NB.

Risultato: si continuano a perpetrare errori sulla preparazione del soggetto, e anche se qualche miglioramento muscolare potrebbe arrivare per esasperazione fisica, si pongono principalmente le basi per un esaurimento psichico, nervoso e muscolare che si presenterà con prepotenza in futuro e porrà , con ogni probabilità il malcapitato verso il viale del tramonto già dopo pochi mesi di pratica.

Quello che invece andrebbe fatto è curare ancora la tecnica di esecuzione e cominciare ad indirizzare il soggetto verso concetti di intensità, dividere l’allenamento in due grandi parti  ( VOLUME DI QUALITA’ / INTENSITA’ DI QUALITA’),   Inoltre si deve cominciare ad inculcare che allenarsi di più è fondamentale.

L’obbiettivo di questa fase della preparazione non è ancora la crescita muscolare, anche se una parte verrà lo stesso a dimostrazione che le cose fatte bene funzionano anche se i carichi sono bassi, ma è quella ancora di “preparare” il soggetto a diventare poi una macchina da guerra “real natural”!!

STUDIO E VALUTAZIONE DEL METODO ALLENANTE – CI SI DEVE ALLENARE DI PIU’. UNA DELLE CHIAVI E’ DISTRIBUIRE IL CARICO E GLI ESERCIZI NELLA SETTIMANA.PER I METODI CLASSICI A QUESTO PUNTO IL SOGGETTO DEVE SEGUIRE DUE VIE: CONTINUARE A POMPARE DI PIU’ CON L’INTRODUZIONE DI ULTERIORI TECNICHE OPPURE UTILIZZARE IL METODO SETTIMANALE, OSSIA ALLENARSI MENO PER “MINIMIZZARE LA PRODUZIONE DI CORTISOLO”.

SI COMINCIANO AD  USARE INTEGRATORI A PROFUSIONE.

Qualunque strada si scelga il soggetto in questione è pressochè  fuori gioco.

A circa sei mesi dal primo allenamento il tipo, è già stanco, sfinito, forse un po’ più  tonico ma di sicuro il più delle volte non soddisfatto, e cominciano di già ad avvicinarsi pensieri strani nella sua mente, ossia comIncia a farsi vivo il 1° grande dubbio amletico del palestrato “medio” o del “fai da te”:  mollare o continuare a d allenarsi?….”chi me lo fa fare?”

Nonostante i dubbi i più continuano e perseverano, sia perchè l’annuale è stato già pagato e  sia per il forte  desiderio di un fisico migliore, ma a questo punto molti comunicano al proprio istruttore che sono un po’ stanchini, ecco allora che viene proposto con più forza il metodo settimanale:  Allenare un gruppo a settimana e non di più, “fai riposare il muscolo” spara i’istruttore, “altrimenti  non si cresce” ribadisce poi, “ma nel giorno in cui lo alleni pompalo di più” conclude. Inoltre vengono proposti  integratori a profusione, pseudo stimolatori naturali di GH e testosterone, per poi finire con  proteine a casaccio, creatina, glutammina, ramificati, vitamine,  e anche un pochino di acido lipoico che fa sempre bene.

Anche se alcuni di questi integratori potrebbero avere un’utilità marginale ed in ogni caso personalizzata e  contestuale,  il soggetto in realtà non avrebbe assolutamente bisogno di nulla se non di una sola cosa: un piano alimentare serio e personalizzato, funzionale alla pratica sportiva e soprattutto elaborato NUTRIZIONISTI CERTIFICATI E PREPARATI.

La strada giusta verso la costruzione di un corpo nuovo dovrebbe quindi contemplare l’introduzione del metodo della distribuzione dei carichi e degli esercizi, ossia metodologie simili utilizzate (con le dovute differenze ) dai più bravi allenatori di sport da “pesi” di tutto il mondo, Concetto chiave: Allenarsi di più e meglio!!

Tutto ciò chiaramente implica la piena conoscenza e corretta applicazione della scienza dell’allenamento e della periodizzazione per far in modo che il soggetto che non è un  professionista possa conciliare meglio le sue esigenze extra-palestra con quelli che sono i punti cardine del metodo in questione.

VALUTAZIONE DEI MASSIMALI GENERARE PIU’ LAVORO INTENSIVO E QUALITATIVO  ED IMPARARE AD ALZARE LA 1RM NEI FONDAMENTALI.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

COL METODO CLASSICO SI COMINCIA A BRANCOLARE NEL BUIO. MOLTI ALLENATORI METTONO DEI RUDIMENTI DI FORZA, ALTRI NEMMENO QUELLA, ALTRI ANCORA MESCOLANO LE CARTE SUI METODI E SUI PRINCIPI: ARRIVA LA T.S.T (Il tempo sotto tensione),  IL MOVIMENTO PARZIALE NEGLI ESERCIZI, TECNICHE ASTRUSE COPIATE SU INTERNET O SULLA RIVISTA DEL CRETINETTO, INOLTRE PER MOLTI  SI AFFACCIA GIA’ LA PROBABILITA’ STEROIDI.I metodi classici in definitiva hanno l’arsenale limitato, sia dal punto di vista scientifico che metodologico. Alcuni preparatori scopiazzando qua e la propongono “pesudo- allenamenti” di forza dove si assiste ai massimali per i bicipiti e per i polpacci. Altri invece riscaldano la minestra mescolando il calderone delle tecniche di intensità (german volume training, olistico, giant set, stripping, tecnica 21, bla,bla,bla.)

Per tanti invece arrivano gli steroidi già intorno al primo anno di lavoro per pochezza dei risultati che ovviamente ( a meno di sensazionali doti genetiche) si fermano  nei primi mesi, o comunque  rallentano drasticamente ENTRO IL PRIMO ANNO!!

Proporre “forza” senza nessuna chiave di lettura, senza averla minimamente preparata, senza che si hanno le basi delle tecniche giuste su Squat, Stacco e varianti, Panca, Trazioni, Lenti, Strappo e Slancio, Power-clean ecc. non serve a nulla, se non a procurare seri infortuni, infiammazioni acute e poi croniche, e a creare ancor di più le basi per un fallimento, senza contare che tocca assistere a delle “insulserie” come massimali sui bicipiti o sui polpacci ( giuro che è vero l’ho visto da un “collega” in una delle palestre commerciali in che mi è toccato lavorare) o “pseudo metodologie” come negative a casaccio, aumento del  carico tutte le settimane indipendentemente da tutto (vedi storiella  mitologica su milo da crotone) ecc.

La strada corretta invece segue la pista già segnata dall’inizio, e continua cercando di proseguire in un ottica di migliorare l’educazione al reclutamento del 100% delle fibre,  verso lo sblocco degl’organi inibitori come Renshaw e golgi. Questo porta ad essere padroni del totale reclutamento delle fibre che permette la  concentrazione totale sul muscolo, con conseguente ipertrofia e dettaglio muscolare nonché più forza massimale controllata.

Inoltre l’inibizione autogena consente di lavorare sul serio fino all’esaurimento dell’ultima ripetizione  sprecando meno e quindi stressando meno.

Quindi lo sviluppo delle massime capacità motorie nel periodo della loro naturale evoluzione consentirà di raggiungere il limite genetico a livello muscolare e della prestazione. Non è finita qui, si determina anche lo sviluppo degli strati muscolari profondi e “miofribillari” che sono le parti contrattili del muscolo stesso, quelle che ti danno forza e che ti fanno apparire più tonico e non “gonfio” . Anche il body builder di alto livello non dopato   (ammesso che esista) avrebbe beneficio da ciò, dato che gli conferirebbe più volume e un aspetto più atletico. Quando si usano gli steroidi e sopratutto il testosterone questi adattamenti avvengono automaticamente e questo è anche uno dei motivi per il quale è più facile doparsi invece che lavorare duro.

Chiudo con una nota sulla TST e sui movimenti incompleti. La “tempo sotto tensione” o “tensione costante”  non sempre genera benefici, anzi il più delle volte porta non sfruttare gli archi di movimento, a non educare il sistema nervoso a sfruttare tutte le caratteristiche elastiche del muscolo e a non generare esercizi tecnicamente perfetti e quindi più stimolanti. Il movimento incompleto invece crea adattamenti negativi sulle strutture tendinee, porta ad accorciamenti muscolari con conseguente minor capacità di contrarsi di più e dato che un muscolo più corto si contrae meno, cresce e sviluppa meno, non solo, predispone pure ad infortuni per via delle limitazioni visco-elastiche  tendinee e muscolari.

Lo stretching e la mobilita’ devono essere dei “MUST”.

Non e’ vero che lo stretching inibisce l’ipertrofia…TUTT’ALTRO, LA CURA E PERSEVERA!!

 

PROGREDIRE CON METODO E ALLENAMENTO DELLA FORZA ALTERNANDO FASI DI FORZA MASSIMA, DINAMICA E TECNICHE ADEGUATE PER GENERARE IPERTROFIA  GLOBALE. CONTINUARE A VALUTARSI DAL PUNTO DI VISTA TECNICO MA ANCHE ALIMENTARE, FARA’ SI CHE SI POSSA PROGREDIRE CON CONTINUITA’.

VALUTAZIONE INTRODUZIONE IN MODO SCIENTIFICO DEGLI INTEGRATORI ALIMENTARI.

SIAMO GIA’ ALLA FRUTTA DA UN PO’, ALCUNI CONTINUANO A SEGUIRE LA STRADA INTRAPRESA SULLE METODOLOGIE D’INTENSITA’, ALTRI COMINCIANO A SVILUPPARE GRAZIE AGLI STEROIDI.Per il fallimento totale a questo punto è solo questione di tempo, e siamo in un periodo intorno alla 12-15a settimana di lavoro. In questa breve carrellata ho elencato solo alcune delle principali metodiche a disposizione, ma spero di aver fatto passare il concetto, e cioè che certi principi se si usano nel giusto modo possono aiutare seriamente nel raggiungimento del proprio potenziale fisico, che comunque necessita decenni per esprimersi e consolidarsi. inoltre spero di aver contribuito a dimostrare come non tutto quello che normalmente viene usato e somministrato purtroppo è consono alle reali necessità di ogni “atleta da pesi” e come le metodologie classiche possono spesso portare a frustrazione, abbandono, infortuni e al doping.

Concludendo questo articolo, spero di essere stato sufficientemente stimolante e di avervi chiarito un po’ di più le idee su questi argomenti. Questi chiaramenti non sono i consigli miracolosi per farvi diventare l’incredibile Hulk, occorre essere perfettamente consci che la genetica è la vera padrona di tutto, anche se molti affermano di no, ovviamente la questione della genetica limitante non deve essere un pretesto per non lavorare o non impegnarsi a sufficienza, al contrario occorre lottare con più determinazione e affidarsi ai professionisti, sempre!!.

Il metodo da me usato ormai da quasi vent’anni porta a dei risultati certi, a volte sorprendenti e volte meno, ma di sicuro è stato sempre in grado di formare persone più sane e più in forma.

Naturalmente tutto quello che è scritto in questo articolo altro non è che una breve sinossi di quello che significa allenare un soggetto. C’è molto da lavorare, valutare, applicare, impiegare e a volte correggere, ma credo che già queste poche righe possano esservi d’aiuto qualora si voglia essere aiutati.

In definitiva, e come sempre nella vita, occorre lavorare di più per ottenere di più’, se volete ad esempio essere più abbronzati dovete esporvi di più al sole, se volete essere più  preparati nello studio dovete studiare di più,  se volete imparare un concetto lo ripetete all’infinito e così anche nel mondo del “ferro”, per avere più risultati ci si deve applicare di più, allenarsi di più e sudare di più, entro certi limiti ovviamente e con più criterio.

Allenare un muscolo di rado, con tecniche sbagliate , senza controllo, senza tecnica e senza il metodo giusto non può portarvi che all’abbandono o peggio ancora all’infortunio, e anche se molti saranno pronti a negarlo per difesa del proprio “ego” questo è  purtroppo per loro, innegabile ed è un dato di fatto.

Non spendete soldi negli integratori miracolosi, o nelle palestre super belle ma senza tecnici, o nelle consulenze di “bestioni iper-dopati”, ne tanto meno negli steroidi, ma cercate invece professionisti seri,  preparati ed adeguatamente laureati, che possano indirizzarvi  verso il vostro obbiettivo con passione e con professionalità, magari cominciando da domani, e dato che l’estate  è ormai alle porte, sarebbe il più bel regalo che possiate farvi da qui in avanti.

BUON ALLENAMENTO.

Info su consulenze e /o programmi allenanti e alimentari personalizzati contattare il Dr.Stefano Morini 3491002429 – Per Seminari o workshop nella prorpia palestra contattare il responsabile tecnico Sport Sceince Lab  il dr. Stefano Morini 3491002429

Stefano Morini pedice

Dr.Stefano Morini