Attività fisica, radicali liberi ed atiossidanti

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Attivita’ fisica, radicali liberi ed antiossidanti

Se fossimo in grado di fornire a ciascuno la giusta dose di nutrimento ed esercizio fisico, ne’ in eccesso ne’ in difetto, avremmo trovato la strada per la salute.

(Ippocrate, 460-377 a.C).

Ippocrate

Gli effetti benefici del connubio tra alimentazione ed esercizio fisico, come si evince dalle parole del grande medico Ippocrate, sono note da tempi immemorabili. Non c’e’ dubbio che l’esercizio fisico, soprattutto se esercitato in maniera correttae e costante nel tempo influisca positivamente su tutta una serie di parametri fisiologici, costituendo sicuramente una forma di prevenzione di numerose patologie derivanti da quella che potremmo definire,  “sindrome da sedentarietà” .

Tuttavia, l’esercizio fisico, lo sport e soprattutto l’attivita’ agonistica non sono scevri da effetti collaterali, che vanno tenuti in debita considerazione ed eventualmente “vigilati” e se possibile, prevenuti. Tutto questo perche’ il metabolismo aerobico durante l’esercizio fisico aumenta, incrementando a sua volta, la produzione di radicali liberi. La prima, corretta domanda, pero’ dovrebbe essere: i radicali liberi sono solo dannosi? come il piu’ delle volte si pensa?.

Teniamo presente che l’ossigeno e’ presente per il 21% nel corpo umano. La maggior parte dell’O2 che entra nei processi metabolici mitocondriali si lega all’idrogeno (H+) formando quella molecola che tutti conosciamo come H20, e cioe’ l’acqua, cosi’ vitale ed importante per noi. Ma l’O2 puo’ anche essere dannoso, infatti alcuni suoi atomi fanno parte di molecole che per l’appunto prendono il nome di “radicali liberi” molto instabili, per la presenza di uno o più elettroni liberi, molto “avidi” e quindi perennemente alla ricerca di altre molecole cui attaccarsi. Si formano per “perdita” di elettroni nelle varie tappe del loro trasporto. La conseguenza di questa unione è una degenerazione cellulare progressiva e a volte piuttosto intensa, (notare ad esempio la pelle di maratoneti o di atleti sottoposti ad esercitazioni aerobiche prolungate). Tuttavia essi sono anche utili in quanto il nostro organismo utilizza questa capacita’ di “demolizione” contro” virus o batteri, per spezzare e utilizzare l’ossigeno del corpo e per la contrazione del tessuto liscio dei vasi sanguigni, promuovendo cosi’ una corretta circolazione nel sangue. Quando il numero dei radicali liberi e’ sotto controllo si e’ in una condizione di equilibrio. Un eccesso, al contrario, porta ad una serie di conseguenze quali:

  • danni tipici dell’invecchiamento,
  • arteriosclerosi,
  • danni a mucose ed altre strutture cellulari
  • alterazioni alla catena genetica del DNA. I radicali liberi utili vengono prodotti dai leucociti, dall’endotelio vascolare e dai globuli rossi e la loro produzione viene mantenuta nel giusto equilibrio da enzimi quali la superossidodismutasi (SOD) che catalizza la reazione di dismutazione dell’anione superossido generando perossido di idrogeno.

Altri fattori, poi, contribuiscono alla formazione di radicali liberi: l’inquinamento dell’aria,  gli insetticidi e i prodotti chimici presenti nei cibi, il fumo di sigaretta, le radiazioni, lo stress fisico o emotivo ed alcuni medicinali, conservanti e coloranti, certi siti pseudoscientifici su internet (scherzo).

Ma veniamo all’attivita’ fisica ed alle sue conseguenze sulla produzione di

radicali liberi e vediamo come possiamo difenderci da questi utlimi.

Radicali Liberi

Fig.1 (la molecola del glutatione. La molecola gialla è lo zolfo con azione antiossidante, le altre molecole sono ossigeno, azoto, idrogeno ed atomi di carbonio).

 

La Produzione e danno cellulare non possono essere direttamente determinati, ma necessitano di markers specifici. I radicali liberi non solo arrecano danno alla salute, ma potrebbero svolgere un ruolo nello sviluppo di danni muscolari. Al contrario, dati piu’ recenti nella letteratura scientifica evidenziano che, anche se questi aumentano durante l’attivita’ fisica, le nostre difese restano adeguate ed anzi migliorerebbero grazie all’intervento di enzimi che sarebbero “sovraregolati” proprio in virtu’ dell’esercizio fisico. In effetti, riscontri positivi dell’attivita’ fisica sono stati visti su malattie vascolari e tumori, la cui insorgenza e’ strettamente legata allo stress ossidativo. Il rischio, cioe’, sembra dipendere dall’intensita’ dell’esercizio fisico soprattutto di tipo aerobico, ossia con una prevalente e massiva utilizzazione dell’ossigeno e dallo stato di allenamento dei soggetti in questione.

Sicuramente nelle menti dei nostri più attenti lettori sarà:

  • a) gli individui sportivi subiscono danni radicalici degni di nota?
  • b) lo sportivo deve necessariamente integrare il suo regime alimentare con quantita’ maggiori di agenti antiossidanti?

Nel caso di individui con una corretta dieta, le difese dell’organismo sono sufficienti rispondono adeguatamente all’aumento di stress ossidativo. Per quanto riguarda la seconda domanda, non c’e’ una univocita’ di risposta, ma possiamo fare una serie di considerazioni ed osservazioni sulla base dei dati scientifici di nostra conoscenza. La vitamina E sembra, al momento attuale, la piu’ importante sostanza antiossidante, in relazione all’esercizio fisico. Numerosi studi hanno evidenziato effetti benefici della supplementazione con vitamina E in animali da esperimento sottoposti a diete carenti di tale vitamina. Effetti dell’uso di integratori contenenti vitamina E, presi quotidianamente per tre settimane, a dosi di 200 mg/pro die, hanno mostrato effetti positivi sui livelli di pentano (marker primario dello stress ossidativo). Individui che assumono giornalmente un mix di sostanze antiossidanti (es. carotene, acido ascorbico, e vitamina E) mostrano livelli di perossidazione lipidica piu’ bassa durante lo stato di riposo ed in seguito all’esercizio fisico, rispetto a soggetti non supplementati con sostante ad azione antiossidante.

Nutrizione e sport

 

Fig.2 – Connubio tra sana alimentazione ricca di sostanze nutrienti e preventive e salute è ormai assodato da secoli.

 

Un’altra sostanza fortemente antiossidante e’ il minerale selenio. L’azione antiossidante del selenio sarebbe legata alla sua incorporazione nella struttura della glutatione perossidasi e di altri enzimi, che proteggono le membrane plasmatiche dai danni provocati dai radicali  liberi. Sembra che il selenio manifesti anche proprieta’antitumorali, come evidenziato da una riduzione del tasso di mortalita’ legato al cancro alla prostata (71%), esofago (67%) colon retto (62%) e polmone (46%). Il potenziale meccanismo attraverso cui il selenio esplicherebbe la sua azione sarebbe nella capacita’ di alterare il metabolismo cancerogeno, prevenendo gli effetti del tumore sul tumore endocrino e su quello immunitario. Il Coenzima Q10 esplicherebbe la sua azione antiossidante sia a livello della catena respiratoria sia come riciclatore della vitamina E. Anche alla vitamina C sono state ascritte proprieta’ antiossidanti. Nel corso di una supplementazione e’ stato osservato un decremento dell’ossidazione della guanina, una base del DNA, in oxoguanina che mostrerebbe l’azione antiossidante della stessa. Per contro, un secondo marker ossidativo, la oxoadenina, sarebbe pero’ aumentata, manifestando cosi’ un danno ossidativo. L’effetto ossidativo della vitamina C, comunque, sarebbe legato a dosi maggiori di 60 mg/prodie.

Molte altre sostanze stanno venendo alla ribalta ma necessitano di conferme e pertanto non verranno trattate in questo articolo all’infuori dell’interessantissima sosatnza del Resveratrolo.

Questa sostanza è un fenolo e non un flavonoide come erronemanete viene definito. Presente nella buccia dell’acino d’uva, a cui è attribuita una probabile azione antitumorale ed antinfiammatoria nonché di fluidificazione sanguigna, che può limitare l’insorgenza di placche trombotiche. Ottima la letteratura anche per quanto riguarda effetti epitelio protettivi, antiossidanti  ed antiinfiammatori per blocco delle ciclossigenasi 2 (COX-2).

In conclusione, l’utilizzo di integratori per combattere lo stress ossidativo indotto dall’esercizio fisico e’ un campo che richiede attenzione, prudenza e che va seguito in ambito clinico ed eventualmente consigliati da professionisti seri ed adeguatamente certificati e preparati. Il consumo di una dieta adeguatamente equilibrata che comprende frutta, cereali e verdure e’ una strategia alimentare gia’ importante nell’ambito della prevenzione al danno da agenti ossidanti. Resta, tra l’altro, ancora da chiarire se l’azione antiossidante di tali sostanze sia legata a particolari interazioni con composti normalmente e naturalmente presenti nei cibi.

In ogni caso diffidate sempre dai consigli della domenica spesso presenti con facilità in molti blog o riviste di basso costo.

Stefano Morini pedice

Autore dell’articolo:

Dr.Stefano Morini – info: 3491002429

Il dr.Stefano Morini riceve in studio per elaborazioni piani nutrizionali individuali, sviluppo strategie utilizzo mirato  integratori alimentari, programmi di allenamento personalizzati.