La corretta preparazione fisica nel calcio

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Una corretta e completa preparazione fisica nel calciatore può colmare gap di natura tecnica?

Preparazione atletica nel calcio Morini Stefano

Estate tempo di rivoluzioni, allenatori che vanno, allenatori che arrivano, giocatori più o meno talentuosi danzano nel pittoresco valzer del calciomercato, ed ogni anno il dubbio amletico di ogni tifoso e di ogni presidente è sempre lo stesso: “Meglio una squadra di mastini dediti al lavoro oppure meglio avere più campioni dai piedi buonissimi ma con poca voglia di applicarsi e sacrificarsi ad ogni ordine del tecnico o del preparatore di turno?

A mio modo di vedere la domanda è complessa e la risposta ancor di più. Da sempre d’innanzi a questo amletico dilemma  si creano profonde fenditure ideologica e spesso economiche tra gli addetti ai lavori, ossia c’è chi si schiera per la squadra operaia e chi invece vorrebbe sempre una squadra di “classe”, c’è chi invece deve fare di necessità virtu e non altra scelta.

La mia opinione è che il “piede buono” è un elemento imprescindibile per avere risultati vincenti e di alto livello, ma credo anche fortemente nel lavoro, soprattutto se non si hanno risosorse economiche e quindi nei campionati dilettantistici e semi-professionistici.

In tutta onestà, penso che il motore primo per ottimizzare un gruppo e saper fare di necessità virtu, sia quello, oggi più che mai, di  puntare sulla preprazione fisico-atletica del giocatore.

Da venti anni lavoro con atleti delle più svariate discipline e sempre ho potuto apprezzare che il lavoro paga, e se il lavoro è fatto bene paga ancora di più, spesso al di là di ogni immaginazione.

Tutto questo preambolo era aimè necessario per allacciarmi al succo di questo articolo, ossia analizzare il ruolo di una corretta preparazione fisica nel calcio, cosa sappiamo, cosa applichiamo e perché.

Ogni appassionato serio di calcio sa che questo sport richiede un notevole dispendio di energia e di natura variabile, che mette a dura prova ogni giocatore, soprattutto nel lungo periodo.

Preparazione atletica calcio

Il calcio e’…

Il calcio è uno sport che richiede un notevole impegno fisico. E’ stato rilevato che mediamente in una partita i calciatori percorrono circa 10 km, producendo circa 1200/1300 variazioni di intensità di corsa. Inoltre il tempo in cui ogni giocatore rimane in contatto con la palla è limtato a pochi minuti in tutta la partite, tempo che ovviamente puo’ variare anche a seconda del ruolo di ogni calciatore.

Inoltre sappiamo che mediamente (è ovvio che questi dati possono cambiare notevolmente a seconda di molti fattori, ma rimangono comunque dati piuttosto significativi si cui riflettere), che tra i  umerosi scatti di un calciatore la durata media degli stessi non supera i tre secondi.

Ora non sarà l’obiettivo di questo articolo analizzare la biochimica del tipo di sforzo in questione ma è ovvio che l’energia prodotta in questo genere di lavoro sia quella a carico dei fosfati, che non è lasciata sola dato che è risaputo che notevoli produzioni di lattato intervengono, vedi anche l’importante livello di lattato che spesso i giocatori manifestano con omparsa di crampi e quant’altro di annesso.

Preparatore atletico Stefano Morini

Questo suggerisce cosa?

 

Facciamo solo correre?…facciamo correre di più?…Correre di più palla al piede? Applichiamo una delle ultime mode fitness tipo crossfit o allenamento funzionale scopiazzato da youtube?..che altro?…bè chi più ne ha più ne metta.

Quello che invece serve è un allenamento specifico, ripeto specifico!.

Ad esempio non credo nella preparazione tutto divertimento e pallone, la trovo troppo semplicistica e a mio parere subisce queste problematiche che soprattutto quando si allenano dilettanti risultano poi critiche e spesso problematiche:

 

  • la preparazione fisico-atletica con la palla non consente spesso adeguti approcci nel warm up generale e progressivo.
  • Giocando si saltano step preparatori importanti soprattutto nell’allenamento delle capacità condizionali.
  • L’intensità non puo’ essere elevata per ovvi motivi.
  • Anche se l’allenatore (non il preparatore fisico) studia percorsi piu’ impegantivi col pallone, c’è sempre il rischio di dispersione di tempi ed intensità.
  • Col pallone spesso viene meno l’individualità che deve esserci (quasi mai c’è soprattutto nei dilettanti) per ogni ruolo e per ogni esigenza del calciatore.
  • Si rischia di snobbare pure il ruolo del cool-down e della flessibilità.

 

“Quindi non facciamo più giocare al calcio?”..direbbe qualche volpe, oppure: “I giocatori debbono divenire velocisti, pesisti o che altro?”..nulla di tutto ciò dico io, il calciatore allenato in modo moderno e intelligente deve essere un ottimo atleta che gioca al calcio meglio e più intensamente dell’avversario, anche se tecnicamente più quotato!!.

Quindi ragionando su una preparazione ottimale di cosa dobbiamo tener conto e come la prepariamo?

Sicuramente occorre per primo ragionare e valutare sul materiale umano ed atletico che abbiamo a disposzione , valutare ruolo di preferenza e capacità fisico-atletiche (test), nonché attitudine mentale e temperamento.

Dopodichè si deve ragionare anche sul tipo di gioco che si vuole mediamente proporre (interazione intelligente tra allenatore e prepratore fisico professionista).

Per ultimo si passa alla programmazione della preparazione in base al calendario, tenendo quindi conto sia della preparazione a fasi del gruppo e di quella individuale che andrà a valorizzare i punti di forza e minimizzare i punti deboli, il tutto sempre in funzione del ruolo e del tipo di gioco o schemi che si vorranno perpetrare nel team.

Quindi nello specifico di cosa parlo quando affermo che la preparazione deve essere ottimale e permettere di colmare gap di natura tecnica?

Preparazione fisica professionale Morini Stefano

  • Massima dedizione e fiducia nel ruolo e nel lavoro del preparatore fisico e dell’allenatore.
  • Impegno individuale a migliorare se stesso e mettere a disposizione del gruppo e del gioco le proprie qualità (giocatori piu’ prestanti potrebbero essere impiegati razionalmente in ruoli chiave e compensare carenze di altri atleti)
  • Allenarsi in gruppo e da soli in sedute individuali studiate dal preparatore.
  • Quindi non solo campo ma anche altre esercitazioni mirate e studiate, anche e perché no in palestra.
  • I pesi non sono body building, ed il calciatore deve ottenere di piu’ dall’allenamento della forza realizzata con sovraccarichi.

 

La preparazione dunque…

Abbiamo analizzato all’inizio di questo articolo quelle che sono principalmente le caratteristiche “medie” di un calciatore e che quindi rivestono un importanza prioritaria allenare.

Credo che le componenti anaerobiche siano fondamentali per un calciatore, in tutti ruoli, e credo altresì che lavorare sulla forza esplosiva e non tanto sulla massimale (seppur se si ha la possibilità in un ambito di individualizzazione ed in momenti idonei sia la chiave per lo sviluppo ottimale della forza esplosiva e della potenza, di scatto, di cambio di marcia e di arresto).

In generale si dovrebbe allenare meglio e di più:

  • La capacità di produrre forza dove: Forza=massa(peso corporeo) x accelerazione (frazione della velocità).
  • Quindi più uso razionale e sapiente (per questo servono i professionisti, no ai fai da te e ciarlatani) dell’allenamento con i pesi ed i sovraccarichi.
  • Trasformare ed ottimizzare la forza esplosiva (diminuire il deficit tra forza massima e forza esplosiva, indispensabile per il calciatore).
  • Potenziare le capacità coordinative (componenti neurali) per attutire le numerosi variabile di un sport aciclico come il calcio e dunque imprevedibile (si noti come i migliori calciatori siano, precisi e coordinati, sappiano fare movimenti e schemi o gesti atletici praticamente ad occhi chiusi e sappiano anche usare sapientemente forza e variabilità nonché fantasia motoria e di anticipazione).
  • Aumentare la work capacity (ossia la base aerobica che deve esclusivamente metter nelle condizioni il calciatore din fare il calciatore, quindi piu’ scatti, piu’ tiri, più salti di testa, più contrasti, più recuperi posizione, ecc.)
  • Fondere tutto ciò in blocchi ben studiati con carattersitche di multistimolo complementare.

Questa è la mia idea di preparazione, con tutte le variabili del caso ovviamente ma con questa idea di base.

Sarebbe bello ma estremanete lungo continuare a descrivere metodi e tipologie di allenamento specifici che rispettino i  punti sopraelencati, ma si rischierebbe di rendere noiso e fuori tema questo articolo, magari sarà argomento di un altro articolo.

Credo invece che queste righe debbono fornire chiavi di lettura utili per alimentare la fiamma della preparazione e la passione che servono nel calcio e che ogni buon preparatore fisico-atletico ed ogni allenatore dovrebbero sempre avere, per valorizzare questo sport, e per ottimizzare gli atleti che ne fanno parte.

Infine si dovrebbe anche sensibilizzare ogni presidente od operatore di mercato al giusto valore ed importanza che una figura professionale come il preparatore dovrebbe meritare anche e soprattutto se si hanno poche, pochissime risorse economiche, come nei campionati dilettantistici e semi pro, dove purtroppo questo viene spesso snobbato o si pensa che sia facilmente sostituibile con ciarlatani di turno.

Stefano Morini preparatore fisico atletico
Dr. Stefano Morini

Preparatore fisico-atletico – Sport Trainer – Strenght Specialist – Sport Nutrition Consultant

info per consulenze o incarichi per preparazioni fisiche: 3491002429

 oppure   dr.morinistefano@outlook.it