Allergie ed intolleranze alimentari

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Caratteristiche e differenze..tra mito e realtà

A cura del Dr Stefano Morini

Il mondo della nutrizione si sa, come quello del Fitness d'altronde, sono purtroppo troppo spesso caratterizzati dai mille “dai retta a me” di chiunque abbia voglia di scrivere o “rubacchiare” due o tre teorie e/o concetti, che inevitabilmente prima o poi non fanno altro che aggiungere ancor piu' confusione nel calderone del web, prima di sprofondare da dove sono partiti. Ma questo è il mondo delle mode e del qualunquismo, dove i professionisti in tutti i settori, nascono come funghi e capitolano poi come stelle cadenti, e per fortuna, aggiungo io.
Ma come in una di quelle fiabe ottocentesche, un argomento in particolare sembra essere circondato da fitto mistero, ossia l'argomento relativo alle intolleranze e delle allergie alimentari. Da professionista della nutrizione e non solo, mi trovo molto spesso a dover gestire affermazioni del tipo: “la mia e' un' intolleranza alimentare perchè mi si gonfiano le labbra ma poi poco dopo ritornano normali” oppure: “penso di essere allergica al latte perchè i latticini non si digeriscono bene, noto gonfiore dopo la loro assunzione e poi si dice che l'uomo è l'unico mammifero che beve latte”.
Queste ed altre affermazioni fanno parte di una “batteria” di frasi fatte costruite su solide basi di mezze verità e scarsa consapevolezza, dove diventa piuttosto complicato far luce, per via del grande calderone mediatico di cui prima accennavo ed anche perché non sempre a livello medico-scientifico viene fatta la giusta chiarezza.
Ma tornando a noi, cos'è un allergia? ed un'intolleranza?..poi ancora come si manifestano? e che esami si fanno per capirne di piu'?, queste ed altre domande risuonano frequenti e meritano un chiarimento netto, che cercherò di dare in questo articolo, ma andiamo per ordine:

Dr.Hugh Sampson (allergist and immunologist)

Per intolleranza alimentare intendiamo una sorta di entità nosologica non ancora del tutto accettata dalla comunità medico-scientifica e spesso vista come un problema di natura psicosomatica o come una manifestazione psico-emotiva.

Questa “grey-zone” fà in modo che tutte le svariate discipline che vanno dal metafisico all'olistico, possano invece accogliere con favore questa problematica (spesso causa di una patologia primaria e spesso di natura autoimmune) come una patologia presente, concreta e diffusa, quindi trattabile con le piu' disparate tecniche che in alla fine dei conti lasciano il tempo che trovano e svuotano invece solo il portafogli del malcapitato. Per quanto riguarda la definizione di intolleranza alimentare, possiamo definirla come: “Sindrome in cui vi è una accertata manifestazione della sintomatologia ma non vi è reazione immunologica”.  In effetti nel 2003 l'immunologo allergista Dr. Hugh Sampson di New York (1) segnalò brillantemente l'esistenza di meccanismi immunitari non IgE mediati, ma dovuti in ogni caso dalla attivazione ripetute delle cellule T-helper(2), cellula immunitaria ben conosciuta dagli addetti ai lavori, ciò sembra essere alla base della famosa risposta ritardata tipica delle intolleranze.

In base a ciò, quando si definisce l'intolleranza come una manifestazione lieve dovuta ad un cronico utilizzo di alcune sostanze o cibi che non presenta movimentazione di materiale immunitario, questo risulta essere quindi parzialmente sbagliato.

Inoltre c'è da dire che il disturbo nelle intolleranze alimentari non è mai immediato e quindi non relazionato all'ultimo pasto in questione o all'introduzione di un alimento specifico, dato che si presenta a livello sintomatologico fino a 72 ore dopo e può coinvolgere qualsiasi organo o apparato, e ciò rende spesso estremamente offuscata l'individuazione del colpevole o dei colpevoli. Un'altra caratteristica che fa parte dell'intolleranza, ed è importante considerala, è che un'intolleranza non è dosedipendente come nel caso dell'allergia, pertanto anche piccole dosi potrebbero far manifestare i sintomi. Si ritiene, ma qui ho i miei forti dubbi, (sembrerebbe che alcuni studi scientifici abbiano smentito ciò), che anche l'incremento ponderale del peso corporeo sia di fatto da considerare come un effetto di un'intolleranza alimentare. Un'intolleranza alimentare inoltre potrebbe manifestarsi con l’insorgere di sintomi spesso sovrapponibili a quelli delle allergie alimentari e ciò potrebbe complicare ancor di più la gestione e la loro diagnosi. Quando invece parliamo di insufficienze enzimatiche possiamo parlare allora di un 'altra versione di intolleranza, ossia la cosiddetta intolleranza enzimatica. Qui la questione diventa più seria ma anche valutabile e diagnosticabile. In questa circostanza le manifestazioni sono determinate dall'incapacità dell'organismo di metabolizzare alcune sostanze presenti negli alimenti. Questo difetto di alcuni enzimi deputati al metabolismo di determinate sostanze è di solito su base genetica, anche se va detto che a volte può essere acquisito nel tempo per via di malattie o degenerazioni di alcuni organi specifici e maggiormente se a livello intestinale. Le intolleranze alimentari su base enzimatica sono numerose e comprendono un certo numero di disfunzioni e/o patologie che riguardano il metabolismo dei lipidi, delle proteine e dei glucidi.

Il terzo tipo di intolleranze, spesso inglobate con le precedenti e quindi ulteriormente mal comprese, sono le intolleranze farmacologiche che vengono definite anche come reazioni pseudoallergiche (PAR), perché esistono molte volte assomigliano a livello clinico con le allergie mediate dagli anticorpi specifici (IgE). In questpo caso però è utile dire che le manifestazioni sintomatologiche conseguenti sono sempre dosecorrelate e questo aiuta nella distinzione dalle allergie vere nelle quali i sintomi sono scatenati già dall'assunzione di piccole quantità di alimento responsabile. Anche se generalmente i farmaci sono contenuti negli alimenti in quantità molto basse ed è improbabile che abbiano un ruolo patogenico nelle intolleranze alimentari di questo tipo, potrebbe darsi cge a volte il problema potrebbe nascere da reazioni incrociate tra additivi alimentari e farmaci, anche per questo occorre sempre prediligere cibi freschi e a km 0, questa almeno è la prima raccomandazione che faccio ai miei pazienti. Una cosa che mi affascina molto è la possibile e forte responsabilità a vario titolo dell'intestino. Sappiamo infatti che attraverso l'inestino vengono assimilati la maggioranza dei nutrienti ed è ovvio che dalla sua salute e dal suo microbiota dipendono molti stati patologici, dalla sindorme dell'intestino irritabile, ai malassorbimenti, alle disbiosi, alle alterazioni della defecazione fino probabilemente a malattie più serie come varie forme di tumore o come ad esempio il morbo di Chron.

Ma quali sono o almeno quali potrebbero essere le cause di un'intolleranza? Molteplici e non è facile dare una risposta precisa, ad esempio l'assunzione di alimenti che inducono la liberazione oppure contenenti in modo massiccio dell'ammina biogena mediatore dell'infiammazione l'arcinota Istamina, che nell'organismo è in grado di provocare numerose manifestazioni come:
• Sonnolenza
• Affaticamento
• Ansia
• Insonnia
• Irritabilità
• Scarsa memoria
• Scoppi di collera
• Allucinazioni
• Delusione
• Vertigini
• Vampate di calore
• Mal di testa diffuso
• Emicranie
• Convulsioni
• Fotofobia
• Prurito
• Senso di pesantezza
• Mal d'orecchio
• Ronzii
• Sensibilità ai suoni
• naso intasato
• Olfatto ridotto
• Sinusite
• Ulcere buccali
• Raucedine
• Gonfiore in gola o in bocca
• Asma
• Tosse
• Nausea
• Gonfiore addominale
• Diarrea
• Colon spastico o ibs
• Eruttazioni
• Flautolenze
• Meteorismo
• Acidità Prurito anale
• Palpitazioni
• Tachicardia
• Spasmi
• Crampi
• Dolore alle articolazioni
• Minzioni frequenti
• Mestruazioni irregolari
• Aumento o diminuzione libido
• Pallore
• Acne
• Eczema
• Anemia
• Immunodeficenze

Questa lista è in realtà solo una breve sinossi delle più svariate complicanze e sintomatologie legate a questo argomento spesso curato ma non risolto alla base, e ciò fa pensare sull'enorme vastità del problema.

Top 10 dei cibi ricchi e forti liberatori di istamina nel corpo umano – SSL archivio news 2017.

Le intolleranze come già accenato possono dipendere anche da deficit enzimatici, ossia dall'assenza di quelle particolari proteine detti appunto enzimi di cui l'organismo ha bisogno per metabolizzare gli alimenti. Alcune persone sono prive fin dalla nascita di alcuni di questi enzimi e quindi non riescono ad assimilare determinati alimenti o parte di essi e ciò comporta inevitabili reazioni. Anche l'ingestione di particolari additivi contenuti negli alimenti come coloranti, esaltatori di sapidità, conservanti, aromi naturali ed artificiali possono in persone particolarmente sensibili causare manifestazioni pseudo-allergiche e questo sarebbe di per se motivo di un altro articolo o addirittura libro data la vastita del problema e la sempre più “artificializzazione” dei cibi.

Tabella di alcuni Addittivi contenuti nei vari cibi.

Per allergie alimentari invece intendiamo tutte quelle manifestazioni che seguono a breve o brevissima distanza di tempo dall'ingestione o dal contatto di alcuni alimenti o sostanze, che provocano reazioni piu' o meno gravi di tipo immunologico, nei confronti di uno o piu' allergeni. L'allergia è quindi una sorta di alterata risposta nei confronti di un allergene di tipo acquisito e specifico. Il ruolo genetico di una allergia è ancora da chiarire del tutto, vista la complessità del tema e delle numerosissime implicazioni epigenetiche e non solo. Tuttavia è ormai nota un'implicazione genetica da parte di piu' geni (eraditarietà poligenica), dove ambienti ricchi di allergeni sembra possano essere cause di ereditarietà, sempre mediate da risposte delle IgE. Di fatto il meccanismo della reazione allergica si fonda proprio su questa movimentazione immunologica. Quando in presenza di elementi estranei e considerati ostili (allergeni), il corpo risponde eliminando questi allergeni tramite una risposta abnomrme in relazione alla reale scarsa pericolodità o addirittura innocuità dell'elemento scatenante. Per via dell'istamina liberata dalla reazione si hanno vivaci reazioni fino a casi estremi di shock anafilattico. Insomma, come avrete intuito questo è un tema non facile da gestire, ma una cosa è sicura, il professionista preparato e competente, spesso in collaborazione con altre figure professionali, possono sicuramente avere la meglio nella gestione e nella diagnosi di queste patologie, quindi il consiglio è evitare i “fai da te” ed evitare i consigli “dei piu'” o dal web, ma rivolgersi sempre a personale competente.

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